Ascoli riscopre la sua storia sotto il travertino

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Durante i lavori di rifacimento della pavimentazione di Piazza Arringo, cuore civile e religioso di Ascoli Piceno, sono emerse scoperte archeologiche di straordinaria importanza che stanno riscrivendo alcuni capitoli della storia cittadina. Gli interventi, avviati per sostituire la pavimentazione e rinnovare sottoservizi, arredi urbani e illuminazione, hanno infatti portato alla luce strutture romane e altomedievali, oltre alle prime testimonianze longobarde mai rinvenute nel centro storico.

Gli scavi hanno rivelato una pavimentazione romana risalente al I secolo a.C., situata lungo l’antico tracciato parallelo al Decumano, corrispondente all’attuale Corso Mazzini. Secondo le dichiarazioni del sindaco Marco Fioravanti, il ritrovamento comprende anche i resti di una domus romana, confermando la densità abitativa dell’area in epoca repubblicana. Questa scoperta si aggiunge a un precedente rinvenimento di un pavimento romano già segnalato durante le prime fasi del restyling.

La sorpresa più significativa è però emersa durante gli interventi sui sottoservizi: gli archeologi hanno individuato un grande edificio absidato altomedievale, dotato di due pavimentazioni sovrapposte, una in cocciopesto e una in lastre lapidee marmoree, alcune di reimpiego. All’interno della pavimentazione in cocciopesto sono state rinvenute tre sepolture longobarde, complete di corredi.

Si tratta della prima attestazione della presenza longobarda nel centro di Ascoli, finora nota solo grazie alla necropoli di Castel Trosino.

Il soprintendente Giovanni Issini ha definito il ritrovamento “cruciale per la conoscenza di Asculum romana e della sua evoluzione nel Medioevo”.