Allarme truffe telefoniche nel Piceno. Massa: “Segnalate alle forze dell’ordine”

di Alberto Premici – Nelle ultime settimane il territorio Piceno ha registrato molti tentativi di truffe telefoniche, che hanno spinto l’attivazione di iniziative per informare e difendere i cittadini.

Domenica 30 giugno 2026, nello Spazio Enel di Viale Treviri 192, si è tenuto un incontro gratuito aperto ai cittadini con il Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Ascoli, Valerio Gentili, e la Security Enel Area Centro. Tema il phishing via SMS, email e le tecniche usate nelle comunicazioni telefoniche fraudolente. Lo scopo dell’incontro è stato quello di insegnare a riconoscere i segnali d’allarme e adottare comportamenti sicuri. L’Enel inoltre ricorda che contatta i clienti solo da numeri fissi riconoscibili e ricontattabili, spesso preannunciando la chiamata con un SMS. 

Una truffa del finto bonifico è stata bloccata a Castel di Lama nei giorni scorsi, dove un residente della provincia ha ricevuto un SMS che avvisava di un “bonifico che le poste stanno processando” e invitava a chiamare un numero per annullare l’operazione.

Al telefono, i truffatori lo hanno convinto ad andare in ufficio postale per disporre un bonifico da 40mila euro. Solo il giorno dopo, i dipendenti dell’ufficio postale di Castel di Lama Piattoni hanno notato l’anomalia e sventato la truffa. 

L’allerta resta alta anche sulla truffa TARI con numeri 893 che continuano a circolare con SMS. L’AST Picena poi aveva già lanciato l’allarme per messaggi che fingono di provenire dal CUP e invitano a richiamare numeri che in realtà sono a pagamento. Il meccanismo è semplice: diciture urgenti, numeri 893, costi fino a 2 euro/minuto. Dietro ci sarebbe una filiera che parte dai call center e arriva a società di servizi erotici telefonici. 

I call center truffaldini stranieri falsificano il prefisso, facendo comparire un numero italiano sul display per aumentare le probabilità di risposta.

Il vishing su luce e gas è tra i più frequenti. Finti operatori millantano aumenti o distacchi e chiedono POD, codice fiscale e dati bancari. Anche Confartigianato lancia l’allarme e consiglia di non fornire dati, nel dubbio riattaccare.

I prefissi esteri più sospetti sono +44 Regno Unito, +46 Svezia e +31 Paesi Bassi: mai richiamare squilli brevi perché si attivano addebiti o abbonamenti.   

Le Forze dell’Ordine consigliano di non richiamare mai numeri 893 o sconosciuti indicati in SMS, non fornire mai dati personali, bancari o codici al telefono. 

L’Enel ha fatto di più, visto il dilagare del metodo di truffe, mettendo a disposizione una pagina per controllare se chi chiama è autorizzato. Così come l’AST Picena che invita a usare solo i numeri CUP regionali verificati.

In casi di tentativi fraudolenti segnalare subito al 112 o alla Stazione Carabinieri più vicina. Per frodi online poi c’è la Polizia Postale. È utile conservare le prove come screenshot, registrazioni, SMS per facilitare le indagini. L’Agcom sta lavorando a nuove regole sulle numerazioni brevi per bloccare lo spoofing. 

Offida non è indenne da questo fenomeno che ha interessato più volte i propri cittadini con metodi truffaldini più variegati. Il sindaco Luigi Massa: “Avviso che stamattina si sono ripetuti tentativi di truffa telefonica. Lo stratagemma utilizzato è quello del falso Carabiniere che millanta arresti o incidenti occorsi a familiari. Prestate attenzione, avvisate i vostri familiari soprattutto anziani, non date informazioni al telefono e segnalate alle Forze dell’Ordine qualora vi accadesse di ricevere una telefonata di questo tipo”.