Ieri a Torino sono scoppiati violenti scontri durante un corteo del centro sociale Askatasuna. Gruppi antagonisti, secondo le forze dell’ordine, hanno usato molotov, pietre, oggetti contundenti e bombe carta contro i poliziotti. Nei disordini è rimasto ferito, tra gli altri, Lorenzo Virgulti, un agente di Polizia di 28 anni, originario di Ascoli Piceno, in forza al Reparto Mobile, mentre proteggeva un collega aggredito con il suo scudo.
Secondo fonti locali, le sue condizioni non sarebbero gravi ed ha parlato al telefono con il sindaco di Ascoli Piceno Fioravanti. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha visitato Virgulti e gli altri agenti feriti degenti negli ospedali.
Gli scontri sono continuati fino a sera, con gruppi di antagonisti che hanno caricato più volte le forze dell’ordine. La situazione è degenerata in diversi momenti della violenta guerriglia urbana, con lanci di oggetti e aggressioni prolungate. Sarebbero oltre un centinaio gli agenti feriti. episodio al centro dell’attenzione è stata l’aggressione di un agente di polizia di 29 anni, originario di Pescara, del Reparto Mobile di Padova, colpito a calci, pugni e con un martello da parte di manifestanti, circostanza immortalata anche in un video diffuso sui social.
Duro il commento del premier Meloni: “Questa mattina sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti.
Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. “Erano lì per farci fuori”, ha detto un agente.
Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio. Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte.
Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto.
Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione.”.



