di Alberto Premici / (Nelle foto, due degli eroi offidani della prima e seconda guerra mondiale che, con il loro sacrificio, hanno onorato la Patria)

Giuseppe Ciabattoni, caduto nella Grande Guerra
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Giuseppe Ciabattoni – “SOLDATO VOLONTARIO D’ITALIA, SU L’ALPI TRENTINE CADUTO IL 16 GIUGNO 1916, SUGGELLANDO CON SACRIFICIO VEGGENTE PENSIERO ED AZIONE, QUESTA PIETRA PERENNE CONSACRA PROPOSITO DI AMICI MEMORI DEVOTI, QUI DOVE EGLI NACQUE E FIORIVA AD ALTA IMMANCABILE META IN ARMONIOSI DONI D’INTELLETTO E DI CUORE”. 16 giugno 1921

In questa straordinaria Fotografia, in primo piano il Sottotenente della Milizia Territoriale di Fanteria Giuseppe “Peppino” Ciabattoni di Offida (Ascoli Piceno), successivamente nell’83° Reggimento Fanteria, Brigata Venezia, durante la Grande Guerra, ripreso in Piazza San Marco a Venezia nel dicembre del 1915. Ciabattoni morì il 17 giugno 1916 in combattimento ed è decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Da notare, il cinturone con sospensioni specifiche da Ufficiale, in realtà poco usate perché scomode e comunque abolite dopo pochi mesi di guerra perché rendevano l’Ufficiale troppo e facilmente identificabile. Sciabola modello 88 per Ufficiali di fanteria, Artiglieria e Genio brunita come disposizione Aprile 1915. Fondina per pistola Glisenti con correggiolo al collo e gambali a stecca da Ufficiale, fiori nel taschino. La foto è del dicembre 1915. Il Soldato ritratto è il Sottotenente della Milizia Territoriale, poi nell’83° Reggimento Fanteria, Giuseppe “Peppino” Ciabattoni di Offida (Ascoli Piceno).

La Milizia territoriale comprendeva i più anziani. Era prevalentemente adibita alle scorte dei prigionieri di guerra e solo eccezionalmente collaborava alle azioni dell’esercito (così sarà nel 1916 quando furono proprio i “vecchi” della territoriale a fermare gli austriaci sul monte Cengio). In caso di guerra, con la mobilitazione generale, l’esercito permanente poteva arrivare a 725.000 effettivi, di cui 14.000 ufficiali di carriera, 16.000 fra ausiliari e di complemento, 17.000 graduati, 25.000 carabinieri, 653.000 soldati. Con il richiamo della milizia mobile si arrivava ad un totale di 1.393.000 uomini in grigio verde, con la milizia territoriale a circa 2.000.000. Alla Prima Guerra Mondiale parteciparono cittadini di sesso maschile nati tra il 1874 ed il 1899, ed anche volontari di classi più vecchie o più giovani. A volte, gli Ufficiali, quando richiamati, passavano un breve periodo nella Territoriale per poi passare alle Brigate.

La Pistola Glisenti Modello 1910 è una pistola semiautomatica italiana della prima guerra mondiale e seconda guerra mondiale. Nonostante fosse considerata costosa, complicata da costruire e non scevra di difetti, la Mod. 1910 si dimostrò un’arma eccellente e semplice da maneggiare. Esteticamente simile alla Luger P-08 Tedesca, fu simpaticamente chiamata “la Luger dei poveri”.

L’arma deriva da un brevetto dell’ufficiale di artiglieria del Regio Esercito Abiel Bethel Revelli (progettista anche dell’omonima mitragliatrice realizzata dalla FIAT) in calibro 7,65 mm Glisenti, una cartuccia simile al 7,65 × 21 mm Parabellum ma con bossolo di forma leggermente diversa e carica di poco inferiore. Il brevetto fu acquistato nel 1905 dalla Società Siderurgica Glisenti di Villa Carcina, in Val Trompia ed una prima versione, chiamata Pistola automatica Glisenti venne acquistata per gli ufficiali del Regio Esercito. L’arma è conosciuta informalmente anche come Glisenti Mod. 1906.

Successivamente il 7,65 venne ritenuto inadatto all’uso militare e, quando venne indetta dal governo italiano una gara per dotare le forze armate, per la prima volta, di una pistola semiautomatica, tra le specifiche venne imposto il calibro 9 mm. Ciò indusse la MBT (Società Metallurgica Bresciana già Tempini), che aveva rilevato la sezione armi della Glisenti, a partecipare modificando la Mod. 1906 per il nuovo calibro. Ovviamente la struttura della pistola ed in particolare il sistema di chiusura a blocchetto rotante, nati per un calibro inferiore, mal sopportavano le pressioni generate dalla cartuccia da 9 mm Parabellum. Per evitare di riprogettare l’arma, la soluzione della MBT fu quella di depotenziare la cartuccia a parità di dimensioni di bossolo e proiettile, creando di fatto una nuova munizione ad hoc, la 9 × 19 mm Glisenti. Le forze armate, forse più interessate al peso del proiettile che alla gittata utile scelsero proprio quest’arma, che così risultò vincitrice su altri marchi di notevolissima caratura, quali Luger, Mannlicher e Colt. Fu adottata con la denominazione ufficiale di Pistola automatica modello 1910, anche se sarà conosciuta come Glisenti Mod. 1910, nonostante fosse prodotta dalla MBT.

La Mod. 1910, insieme alla Ruby acquistata in Spagna durante la Grande Guerra, sostituì (in parte) nelle armerie del Regio Esercito, della Regia Marina e dei Reali Carabinieri i vecchi revolver Bodeo Mod. 1889 e la Mauser Mod. 1899 Regia Marina. Ebbe il battesimo del fuoco con la guerra italo-turca del 1911, dove la delicatezza della meccanica e la sensibilità allo sporco spinsero la Regia Marina ad adottarne la versione semplificata ed irrobustita Brixia Mod. 1913. Il Regio Esercito ne iniziò la sostituzione con la Beretta Mod. 15 già durante la Prima guerra mondiale. La Glisenti servì comunque nelle truppe sedentarie e di seconda linea fino a tutta la seconda guerra mondiale

Dati del Soldato:
Ciabattoni Giuseppe di Bernardo, Albo d’Oro: Marche – (Vol XIII)
Nato il 6 febbraio 1888 a Offida, Provincia Ascoli Piceno, Regione Marche
Sottotenente Milizia Territoriale dell’83° Reggimento Fanteria, Brigata Venezia, Distretto Militare di Ascoli Piceno
Morto il 17 Giugno 1916 presso Ospedaletto da Campo N. 12 per ferite riportate in combattimento

Medaglia di Bronzo al Valor Militare
“Si slanciava primo, con il suo plotone, contro i reticolati nemici, riuscendo sotto il fuoco a passarne due ordini, dando così prova di esemplare coraggio e di grande disprezzo del pericolo”
Monte Carbonite (Val di Sella), 12 aprile 1916
La Val di Sella è una vallata alpina del Trentino sudorientale, sita sulle Prealpi Vicentine (versante settentrionale dell’Altopiano di Asiago).

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Loris Annibaldi – tenente medico, caduto sul fronte Greco, a Erseki a quota 1464, tra il 12 e il 21 Novembre del 1940

Loris Annibaldi – Nacque in Offida l’11 Marzo 1912. Di indole vivace e generosa, frequentò le scuole medie di Osimo e di Macerata. Nel Luglio del 1931 ottenne, in Ascoli Piceno, la Maturità Classica. Sull’esempio del padre, il compianto dott. Giovanni Annibaldi, scelse la professione del medico e si iscrisse alla facoltà di medicina a Torino, laureandosi brillantemente nel Luglio 1937. Fu allievo della Scuola della Sanità Militare di Firenze e poi sottotenente medico presso il 1° Reggimento Artiglieria di Pesaro. Nel 1939 gli fu dato l’incarico provvisorio di medico condotto nel Comune di Montegallo. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu chiamato a compiere la sua opera in un battaglione di bersaglieri e inviato, quale sottotenente medico, sul fronte greco e qui, a Erseki, a quota 1464, moriva tra il 12 e il 21 Novembre del 1940 (incerto il giorno preciso). Il corpo non è stato mai identificato. Il giornale “Eja!”, sul numero 5 del 1° Dicembre 1941, così si esprimeva: “Eroe della terra picena! Il sottotenente medico Loris Annibaldi da Offida aveva partecipato con i suoi bersaglieri del 4° alla battaglia del fronte occidentale; fin da allora aveva richiamato su sé l’attenzione dei superiori per la sua valentia professionale e per la sua tempra adamantina. Stimato dal comandante, pregiato dai suoi camerati ufficiali, era quasi adorato dai suoi bersaglieri ai quali soleva dare tutto il suo amore e tutta la sua scienza. Sbarcato in Albania e destinato al fronte greco entrava con il suo battaglione subito in linea, facendosi notare per la mirabile calma di fronte al pericolo. Dal 12 al 21 Novembre 1940, in nove giorni di continui, aspri e duri combattimenti fu magnifico per sprezzo del pericolo, per tenacia, per fede destando ammirazione in chi gli stava vicino”. Il 20 Dicembre 1953, su incarico del Ministero della Difesa, il colonnello dei bersaglieri Emilio Di Pietrantonj, in piazza del Popolo di Offida, gli conferì la medaglia d’oro alla memoria, appuntandola sul petto del padre Giovanni mentre il reparto degli Allievi Ufficiali di Ascoli Piceno presentava le armi. La motivazione: “Ufficiale medico di battaglione, si offriva di far parte di un reparto incaricato di attuare un colpo di mano nelle linee nemiche. In nove successivi giorni di continui aspri combattimenti, si prodigava in maniera ammirevole nella sua missione, distinguendosi per coraggio e altruismo. Ferito ad una gamba rifiutava di essere sgombrato e ordinava ai portaferiti di portargli vicino i colpiti per prestar loro le prime cure. Rimasto sul terreno della lotta, dopo che i superstiti del battaglione, rotto il cerchio nemico che li rinserrava si erano aperti un varco, al nemico sopraggiunto che gli intimava la resa, rispondeva con le ultime bombe a mano, provocandone la reazione che lo colpiva mortalmente. Immolava così la sua fiorente giovinezza per aver voluto generosamente oltrepassare i limiti dei più alti doveri di soldato e di medico”.

Così Offida rese omaggio ad Annibaldi “…La nostra città è orgogliosa di aver dato i natali a tale giovane che al dovere offrì l’estremo sacrificio della sua vita e noi oggi rendiamo omaggio a tanto eroico valore. Null’altro possiamo aggiungere al tributo di onori che una invocazione suprema. Da tanta illuminata memoria traggano i dovuti insegnamenti noi e le generazioni future, e primi fra tutti, accanto al rispetto per il valore e il sacrificio, l’amore per la propria terra, per la pace fra gli uomini”.

Per l’occasione, intervennero l’On. Tambroni in rappresentanza del Governo, il Prefetto di Ascoli Piceno dott. Cappellini, il gen. Medico dott. Piccioli, le medaglie d’oro prof. Fantini e col. Carolei, oltre a numerose autorità politiche, civili, militari e religiose. Oggi, nella terra dove Loris Annibaldi nacque, tre lapidi ricordano il suo nome: sulla facciata della casa paterna in via S. Francesco, all’ingresso dell’ex ospedale, e sul monumento ai caduti in piazza della Libertà. Intitolati a lui sono anche l’ospedale militare di Milano e l’infermeria della caserma “Del Monte” di Pesaro.

Nel 50° anniversario della sua morte, l’Amministrazione Comunale di Offida ha voluto ricordare la figura dell’eroe. Il 15 Dicembre 1990 si è tenuta una solenne cerimonia commemorativa con l’intervento di numerose autorità, della fanfara dei bersaglieri e di un reparto di Allievi Ufficiali di Ascoli Piceno.

“Oggi celebriamo il 50° anniversario della morte di un illustre figlio della nostra terra, Loris Annibaldi – ebbe a dire il maestro Libero De Santis nella sua allocuzione- Si, siano benedette queste cerimonie, esse servono a rinfrancarci e rimanere saldi contro il bestiale materialismo che tenta di distruggere la parte più nobile dell’uomo: lo spirito, i suoi principi morali e gli ideali più alti con freddo cinismo, irridendo tutto ciò che è bello, buono e santo. Se nella vita e nel quotidiano lavoro ci ispireremo al sentimento di bontà e di altruismo, e saremo consapevoli del dovere da compiere, sicuramente la società ne sentirà benefici effetti”


OFFIDA – Il 4 Novembre si celebra la Festa dell’Unità Nazionale Italiana e delle Forze Armate, istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima Guerra Mondiale.

Con l’armistizio di Villa Giusti, si concludeva la serie di conflitti che hanno reso possibile un’Italia unita, iniziato con la Prima Guerra d’Indipendenza. Il 4 Novembre è l’unica celebrazione nazionale che abbia attraversato le età dell’Italia liberale, fascista e repubblicana. Fino al 1977 è stata un giorno festivo a tutti gli effetti.

Da quell’anno in poi, a causa di una riforma del calendario delle festività nazionali, introdotta per ragioni economiche, con lo scopo di aumentare il numero di giorni lavorativi, è stata resa “festa mobile”, che cadeva nella prima domenica di novembre.

Nel corso degli anni ’80 e ’90 la sua importanza nel novero delle festività nazionali è andata declinando, ma sotto la Presidenza Ciampi è tornata a celebrazioni ampie e diffuse.

Molte le manifestazioni ufficiali in programma, come il tradizionale omaggio al Milite Ignoto a Roma, presso l’Altare della Patria, e la cerimonia nel sacrario militare di Redipuglia.

Nel dopoguerra le Forze Armate italiane sono state impegnate in numerose operazioni internazionali. In Bosnia Herzegovina all’interno della European Union Force Althea, in Kosovo nell’European Union Rule of Law Mission, nei Balcani occidentali e in Georgia nella missione di Monitoraggio dell’Unione Europea (Eumm), che contribuisce alla normalizzazione dell’area, a Cipro con la United Nations Peacekeeping force in Cyprus), a Malta con la MICCD (Missione Italiana di Collaborazione nel Campo della Difesa) e nel Mediterraneo con la Active Endeavour con le altre forze navali della Nato.

In Libia con la missione segreta autorizzata dal governo e guidata dall’Aise contro lo Stato Islamico, nel corno d’Africa con Eucap Nestor (European Union Regional Maritime Capacity Building for the Horn of Africa and the Western Indian Ocean), in Somalia con la missione europea di addestramento Eutm, nel Darfur con Unamid (African Union/United Nations Hybrid operation in Darfur); in Mali con Minusma (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission), in Sudan con Unmiss (United Nations Mission in South Sudan); in Niger con Eucap Sahel e in Repubblica Centrafricana con la missione EUFOR.

In Marocco con la missione Minurso (United Nations Mission for the Referendum in Western Sahara). Dal 2008 la Marina Militare Italiana partecipa alle operazioni Atalanta (Ue) e Ocean Shield (Nato) per contrastare la pirateria al largo delle coste somale.

In Egitto con l’Mfo (Multinational Force and Observers), in Libano, con l’obiettivo di stabilizzare l’area dove opera Hezbollah, negli Emirati Arabi, in Cisgiordania, in Iraq dal 2015, con 450 soldati italiani a difesa dei lavori sulla grande diga di Mosul, tra India e Pakistan Unmogip (United Nations Military Observer Group in India and Pakistan), in Afghanistan

Il loro impegno, ovviamente, non ha trascurato le emergenze nazionali, come quello in favore delle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto, l’operazione “strade pulite” per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e l’operazione “strade sicure”.

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In occasione di questa importante ricorrenza, l’Amministrazione Comunale di Offida, ha organizzato una manifestazione celebrativa, con il seguente programma: ore 10,00 – Santa messa per i caduti presso la Chiesa della Collegiata; ore 10,45 – Deposizione corona di alloro  in Piazza della Libertà. 

Qui è presente il monumento ai Caduti di Offida, inaugurato il 15 agosto 1923. Su grosse lastre marmoree sono riportati i nomi dei soldati che hanno perso la vita in battaglia nella prima e seconda guerra mondiale e nella guerra di Libia. Nella parte superiore della facciata principale sono presenti tre corone di alloro alternate a due spade. Nella parte inferiore si trovano lo stemma del comune di Offida e una targa in bronzo con dedica.

Ai lati della lapide sono posizionate due aquile in bronzo che reggono una ghirlanda di rami di quercia. Nella parte superiore delle due facciate laterali sono presenti degli altorilievi che rappresentano un elmetto posto su una spada. Nella facciata posteriore troviamo un’iscrizione con il nome del Sottotenente Medico Loris Annibaldi, il quale fu insignito della medaglia d’oro al Valor Militare.

Iscrizioni:

MORTI SUL CAMPO O IN SEGUITO A FERITE

Vannicola Defendente, Ciabattoni Giuseppe, Feriozzi Nazzareno, Brandimarti Giuseppe, Galiè Adamo, Petrocchi Fedele, Acciarri Antonio, Acciarrini Francesco, Amabili Vincenzo, Antonelli Giuseppe, Aurini Pietro, Borzacchini Filippo, Candellori Antonio, Candellori Carlo, Capriotti Luigi di Piet., Capriotti Luigi di Sab., Ciabattoni Bernardo, Cicconi Fedele, Cimaroli Emidio, Ciotti Camillo, Cocci Sante, Conti Pasquale, Croci Nazzareno, D’Angelo Ferdinando, D’Angelo Filippo, D’angelo Nicola, De Santis Antonio, Ficcadenti Sante, Filippoli Emilio, Giobbi Giuseppe, Giobbi Ugo, Gregori Emidio, Lanciotti Giacinto, Laudadio Alleo, Luzi Anacleto, Massacci Pietro, Massicci Francesco, Maurizi Bernardino, Morganti Giacinto, Mosca Domenico, Mozzoni Armando, Nespeca Luigi, Pasqualini Fedele, Pierantozzi Domenico, Pierantozzi Giovanni, Quinzi Nazzareno, Rosini Giovanni, Sabbatini Sabatino, Scalpelli Giacomo, Sergiacomi Giuseppe, Tassi Ettore, Tilli Camillo, Travaglini Giovanni, Virgili Nazzareno, Viviani Pilade.

MORTI IN PRIGIONIA

Aquaroli Nicola, D’Angelo Giovanni, D’Angelo Giuseppe, Di Nicolò Sante, Gabrielli Giacinto, Guidotti Sante, Peroni Nicola, Perozzi Nicola, Simonetti Carlo, Vallorani Dionisio.

DISPERSI IN GUERRA

Amabili Nazzareno, Armandi Antonio, Calvaresi Francesco, Ciabattoni Arturo, Cocci Filippo, Coccia Giovanni, Feriozzi Giovanni, Marcelli Nazzareno, Michelangeli Raniero, Pasqualini Giuseppe, Premici Francesco, Simonetti Antonio, Stipa Pietro, Tanzi Filippo, Traini Lorenzo, Travaglini Nicola.

MORTI IN COMBATTIMENTO O IN SEGUITO A FERITE

Rosini Giovanni, Marcucci Guido, Pasqualini Luigi, Pellei Pietro, Travaglini Ivo, Massaroni Pacifico, Benfaremo Guido, Catalini Giuseppe, Ciabattoni Arturo, Ciabattoni Nicola, Ciabattoni Concetto, Cicconi Cesare, Cocci Quinto, De Angelis Bernardo, Gabrielli Nazzareno, Grilli Domenico, Piergallini Ettore, Sciarroni Domenico, Stipa Cesare, Vallorani Bernardo.

CADUTI DALLA GUERRA LIBICA: Donati Donato, Premici Emilio.

MORTI IN PRIGIONIA: Listrani Fred, Di Ruscio Ernesto, Carfagna Manlio, Piunti Giovanni, Fioravanti Luigi, Laudadio Ettore, Spinelli Giuseppe.

DISPERSI IN GUERRA

Rosini Fortunato, Carducci Carlo, De Stefanis Panpilo, Vannicola Primo, Brandimarti Lamberto, Ameli Nazzareno, Capriotti Giovanni, Ciabattoni Quirico, Cicconi Orlando, Cocci Luigi, Cocci Martino, Croci Osvaldo, Falcioni Guido, Nespeca Quintilio, Osimi Arturo, Pierantozzi Giovanni, Seghetti Silvio, Simonetti Bernardo, Talamonti Emidio, Ficcadenti Luigi.

MEDAGLIA D’ORO:  Sottotenente Loris Annibaldi.

“PER VOI-FRATELLI SOLDATI, PURO ONORE DI OFFIDA NOSTRA, IL RICONOSCENTE AMORE-IL VOTO ROMANO, PERCHE’ IL VOSTRO MARTIRIO SIA MONITO AL MONDO-AI POPOLI, CHE ITALIA VIVE” – LUIGI MICHELI  – XV AGOSTO MCMXXIII COLONNELLO DI FANTERIA”


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IL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE CELEBRATIVA 2022:

domenica 6 novembre
ore 10,00 – Santa Messa, Chiesa della Collegiata
ore 10,45 – Deposizione di una corona al Monumento ai Caduti in Piazza della Libertà.

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