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Una vendemmia da record, più 20 per cento rispetto al 2007


La vendemmia targata 2008 si prospetta molto positiva. Le prime stime parlano, infatti, di un aumento minimo del raccolto del 20% grazie al buon andamento delle condizioni atmosferiche. Una notizia che costituisce senza dubbio un ottimo viatico per la rassegna Di Vino in Vino che si terrà ad Offida dal 5 all’8 settembre prossimo. Una rassegna che merita l’aggettivo “storica” visto che da ben 18 anni costituisce una vetrina insostituibile per la produzione enologica del Piceno e delle Marche, consentendo alle centinaia di produttori di mettere in mostra gli ottimi vini di questo territorio. La rassegna nel contempo costituisce per la Vinea un’ottima opportunità per dare visibilità al lavoro svolto nell’arco di un anno. Così sarà per l’edizione che si sta per aprire il cui programma è arricchito dalla presentazione dello Studio di Zonazione dell’area della Doc Offida, realizzato dalla Vinea con la collaborazione dell’Università di Milano. Uno studio lungo ed accurato, iniziato nel 2003 e completato a fine 2007, che ha monitorato ben 41 vigneti dell’area della Doc Offida ripartiti tra le varietà Montepulciano, Cabernet Sauvigno, Passerina e Pecorino, tipiche del territorio e base degli uvaggi delle Doc del Piceno. In collaborazione con alcune cantine del territorio sono state realizzate numerose vinificazioni sperimentali tendenti a mettere in evidenza la stretta relazione tra diversità sensoriali e specificità di ogni singola zona. Da tale studio è scaturito un manuale d’uso del territorio nel quale sono riportate sia le specificità di ogni zona, sia consigli per i viticoltori per migliorare la qualità del prodotto. “Il Manuale mette in luce una forte interazione tra vitigno e ambiente di coltivazione – spiega il Presidente di Vinea Ido Perozzi – e Vinea ha deciso di investirvi ingenti risorse, materiali e umane, partendo dalla constatazione che i consumi di vino sono cambiati, si sono evoluti e si stanno evolvendo sempre più verso prodotti di qualità. Di conseguenza la moderna viticoltura deve esigere modelli innovativi”. (Fonte: Corriere Adriatico)

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