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Ultimati i lavori nella chiesa della Collegiata


Collegiata Offida arch P Maggi.jpgPasqua 2004, si chiude per restauri la chiesa Collegiata di Offida. Pasqua 2008, si riapre completamente rimessa a nuovo. Quattro anni di lavori, tanti, ma indispensabili per ridare nuova linfa a quello che è il principale edificio religioso della cittadina aperto al culto. Grazie all’interessamento del compianto parroco don Giuseppe Damiani, che si adoperò per la richiesta di finanziamenti per gli edifici lesionati dal terremoto, sono stati possibili eseguirvi lavori di diverso genere. Interventi molto importanti per la struttura in questione e quindi per il suo recupero. Non va dimenticato che, oltre all’aspetto religioso, l’edificio costituisce anche notevole importanza nell’ambito del patrimonio storico e monumentale di Offida. Dopo il rifacimento del tetto, comprese le coperture lignee, vi sono state eseguite le riparazioni dei danni arrecati da infiltrazioni di acqua piovana e il consolidamento delle volte con impiego di fibre di carbonio. Particolare cura è stata riservata ai restauri delle opere pittoriche di cui l’insigne Collegiata è ricca. E’ stato rinnovato tutto l’impianto elettrico e la fonica, decorazione degli stucchi e nuova tinteggiatura, ripuliti la facciata e i portali. Nuova linfa anche per la canonica che vede, ora, un comodo appartamento per il parroco, più altre stanze per eventuali ospiti e aule per incontri di catechismo. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa dei fratelli “Rinaldi” di Ascoli Piceno sotto la direzione degli architetti Vincenzo Petrocchi di Offida e Aleandro Orsini di Ascoli Piceno oltre che dell’ingegner Francesco Trovarelli di Ascoli Piceno. Ed ora, tutto è pronto per la solenne riapertura. Sabato prossimo, alle ore 23, il parroco don Domenico Poli spalancherà di nuovo il portale per accogliere i fedeli alla Veglia Pasquale. Per l’occasione sarà presente il coro della parrocchia “Maria Santissima Assunta” che, con la direzione del maestro Eldo Zazzetti, eseguirà canti religiosi composti da Mons. Marco Frisina. La chiesa Collegiata sorge sul posto dove si trovava l’Oratorio della SS. Trinità (sec. XIII) demolito sul finire del secolo XVIII. I lavori di costruzione iniziarono nel 1785 sotto la direzione del ticinese Pietro Maggi su disegno di Lazzaro Giosafatti (1694 – 1781). La chiesa fu aperta al culto il 7 Aprile 1798 e consacrata il 19 Aprile 1801 dal cardinale Giovanni Andrea Archetti, vescovo di Ascoli Piceno. La facciata è un misto di stile greco, romano, lombardo, barocco. E’ coronata da una balaustra con pilastri classici, finestre graticolate, conchiglie. Il grande lunettone centrale, sorretto da due alte colonne monolitiche di travertino, contiene il mosaico dell’Assunta, eseguito nel 1950 dal Laboratorio Vaticano in occasione del centenario del miracolo della Madonna che mosse gli occhi e dell’Anno Santo. A fianco della chiesa si innalza una torre campanaria, terminante con una cornice in balaustra di travertino. Alla sommità, sopra una base ottagonale, si erge la statua bianca della Madonna. Suggestiva la cripta che accoglie la grotta della Madonna di Lourdes, le cui fattezze imitano esattamente quelle della più famosa grotta dei Pirenei. Fu costruita da abili artigiani locali in pietra di roccia su disegno del prof. Ghino Leoni e aperta al pubblico il 13 Maggio del 1920. Imponente, maestosa, la Collegiata è il cuore della parrocchia “Maria Santissima Assunta”.

Un patrimonio inestimabile

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p align=”justify”>Il tempio della Collegiata è a tre navate. La pianta è a croce latina e tante sono le opere pittoriche che ne abbelliscono l’interno. Sui quattro pennacchi della cupola, alta m. 38, gli artisti offidani Giuseppe e Giovanni Battista Bernardi (secc. XVIII-XIX) vi hanno dipinto i quattro evangelisti, copie degli originali del Domenichino in S. Andrea della Valle a Roma. Tra le altre opere interessanti, una tela raffigurante la Madonna, il beato Bernardo da Offida e Sant’Emidio, molto bella poi la copia di un quadro del Caravaggio che ritrae la tumulazione del Cristo. Nella chiesa, inoltre, si conserva il “Palio del Miracolo” in cui è raffigurata la Madonna che nel 1850 “mosse gli occhi”. (Fonte: Corriere Adriatico – autore: Nicola Savini)

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