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Offida, un gruppo di giovani lavora alla promozione di eventi


OFFIDA – “7 – 8 chili”. È questo il nome di una associazione culturale di Offida, nata dall’esigenza di alcuni ragazzi di unire le proprie energie e capacità nella realizzazione di una nuova realtà che vive e cresce attivamente attraverso l’autogestione responsabile dei beni comuni e l’autopromozione di eventi culturali, sociali e informativi. La sua nascita è avvenuta nel 2005. Al suo attivo risultano laboratori creativi e teatrali. Produce e promuove spettacoli con la collaborazione di artisti, coinvolgendo, nella sua attività, anche altre associazioni che operano nei Comuni della Vallata. Crea eventi non solo locali, ma di visibilità anche nazionale. Fin dalla sua costituzione, però, l’associazione ha dovuto fare i conti con una serie di problematiche, prima tra tutte la quasi impossibilità di operare per mancanza di mezzi. Ultimamente, grazie all’Amministrazione comunale, “7 – 8 chili” è riuscita ad avere una sede fissa dove poter operare, uno spazio sottostante il bocciodromo di Borgo Miriam, ma i problemi non sono finiti, anzi. In un comunicato diffuso dall’Associazione si legge: “Lo stesso spazio è utilizzato da altre associazioni del luogo e da singoli individui per riunioni, cene e feste private. Alcuni di questi individui ritengono di avere maggiori diritti rispetto ad altri e non sono disposti, nonostante personali sollecitazioni, a stabilire forme dirette di dialogo e comunicazione. La convivenza è fondamentale in una comunità democratica – si legge ancora nel documento – ma diventa violenza psicologica quando si è considerati ‘ospiti’ per il solo motivo di non essere tutti appartenenti allo stesso quartiere”. Dopo aver lamentato l’uso improprio di materiale pubblico all’interno del locale e del comportamento “incivile” da parte di alcuni, i membri dell’Associazione ribadiscono di “non essere ospiti di nessuno. Siamo aventi diritto – dicono – in quanto cittadini, in quanto entità associativa legalmente riconosciuta e a maggior ragione alla luce del consenso ottenuto con il nostro lavoro”. Insomma, un’Associazione che “ è stanca di tutto questo e del campanilismo e parentalismo che lo alimentano”. (Fonte: Corriere Adriatico – Autore: Nicola Savini)

il sito dell’associazione

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