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Offida, imprenditori giuliesi sulle strade del vino


OFFIDA (AP) – E’ stato l’esperto del settore Amedeo Puliti ad organizzare l’incontro tra l’azienda agricola vitivinicola biologica Ciù Ciù ed una folta rappresentanza di imprenditori giuliesi incamminatisi nel regno del ‘rosso piceno’ e del ‘pecorino e passerina’  Ad indossare i panni di cicerone, per l’occasione, è stato chiamato Walter Bartolomei che, assieme al fratello Massimiliano, conduce l’azienda ubicata in contrada Ciafone avviata ufficialmente nel 1970 dai genitori Natalino ed Anna. Da sottolineare che una minima produzione, destinata al consumo familiare e di amici, aveva raccolto successo già dai primi anni ’60 del secolo scorso. Un’azienda ben strutturata che lavora uva esclusivamente biologica e prodotta sui 150 ettari di proprietà della famiglia Bartolomei con una invidiabile e favorevole esposizione a sud sulle colline offidane. I vitigni privilegiati dei bianchi sono quelli relativi al ‘pecorino’ e ‘passerina’, mentre per i rossi vengono esaltati ‘piceno’ e ‘piceno superiore’. Tutti rigorosamente certificati “biologici” ed è questo uno dei segreti che permette all’azienda Ciù Ciù di estendere il proprio mercato fino all’estremo oriente, Cina compresa. Grazie all’esperienza ed alla professionalità di Walter Bartolomei gli ospiti giunti in gruppo da Giulianova hanno potuto apprendere alcune peculiarità della particolare vinificazione di Offida scoprendone segreti, ma anche curiosità ed aneddoti. Della carovana giuliese facevano parte Manuela Ascoli ed Emo Paolone (Ristorante L’Angoletto Mare e Vino), Angelo Di Egidio (Bar della Cupola), Emiliano Pizzuti (Bar Asso di Picche), Gianni Mastrilli (Caffè de’ Baroni), Paolo Giorgini (Nova Vita Beach), Morris Carrozzieri e Marco Adriani (Ristorante Cavallino Rosso di Castellalto), Antonio Caralla ed Emanuele Piccioni (Cult Cafè), Fabio Spitilli e Monia Di Carlo (Ristorante La Stracciavocch), Giannicol Di Davide (American Bar), Gabriella Ianni (Caffè dello Splendore) e Roberta Caralla (Ristorante Bellavista). La visita si è conclusa al “Ciù Ciù Show Room’ dove, oltre ai vini, è stato possibile degustare anche alcuni piatti della cucina locale al cospetto di un centro storico davvero unico ed estremamente curato. (fonte)
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