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Mezzina: i motivi della chiusura. Nessuna marcia indietro


image Nessuna marcia indietro o ripensamento della Provincia in merito alla chiusura della Mezzina. Nella riunione con i Sindaci, tenutasi lunedì mattina a Palazzo San Filippo, il Presidente della Provincia Piero Celani e l’Assessore ai Lavori Pubblici Pasquale Allevi, congiuntamente con i tecnici dell’Assessorato, hanno semplicemente illustrato agli amministratori intervenuti quanto già deciso per ridurre al minimo i disagi delle comunità interessate dalla chiusura del tracciato e la disponibilità a ricercare ulteriori soluzioni per accorciare il periodo di chiusura. La chiusura costituisce una scelta obbligata dalle impostazioni tecniche di un progetto redatto ed appaltato dalla passata Amministrazione su cui l’attuale Esecutivo non ha nessuna responsabilità e che avrebbe concepito in maniera diversa.

Nell’incontro con i Sindaci è quindi stata ribadita la decisione di chiudere in questa prima fase la strada almeno fino a tutto luglio per poi, ad agosto, riaprire il tratto per consentire una migliore fruizione dei collegamenti con l’entroterra piceno in occasione delle già programmate manifestazioni agostane, comprese quelle sportive. Per quanto concerne invece l’ammodernamento della Mezzina nel tratto inerente “Ponte Porchia”, la Provincia si è impegnata a realizzare un by –pass provvisorio in località “ex conigliera” per evitare la seconda chiusura già prevista per dopo agosto.

D’altra parte, era già stato dato mandato ai tecnici di predisporre il relativo progetto che, appunto, è stato presentato nell’incontro stesso. E su questo intervento c’era già l’assenso di massima della Regione per quanto concerne i fondi necessari. La Provincia non ha dunque rivisto nella sostanza nessuna posizione, l’ordinanza di interruzione al transito non è stata ritirata, ma ne è stata solo procrastinata di 48 ore l’efficacia per definire alcune questioni tecniche.

” Pur essendo riusciti con l’impegno di questi mesi ad evitare la chiusura totale dell’arteria per 13 mesi prevista dal progetto originario – ha dichiarato il Presidente Celani – non sono praticabili soluzioni alternative all’attuale fase di chiusura non potendosi “buttare” quasi 900 mila euro per opere provvisorie da smantellare, una volta terminati i lavori . Nella riunione di ieri si è quindi semplicemente comunicato quanto già deciso di fare con senso di responsabilità per minimizzare i disagi.

Senza alcuna polemica – ha concluso il Presidente – insieme all’Assessore Allevi ci siamo limitati a ribadire necessità e modalità di una chiusura temporanea che tra l’altro, doveva scattare il 10 gennaio e che invece è stata rimandata a questo periodo proprio a dimostrazione che la Provincia non è arroccata a difendere nulla se non l’interesse generale dei comprensori interessati dall’attraversamento della “Mezzina” rinnovando la disponibilità al dialogo e all’ascolto delle esigenze del territorio, peraltro già conosciute e riproposte dai rappresentanti delle comunità locali”. (red)

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