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“La scuola protegge i sogni degli alunni”


offida1.jpgGiovanni Isopi, laureato in chimica industriale all’Università “La Sapienza” di Roma, è il nuovo dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Offida. Arriva da una lunga carriera. Prima come insegnante di scienze matematiche nella scuola media di Amandola e 25 anni ad Acquasanta Terme, poi due anni da dirigente nella stessa cittadina termale. Da quest’anno è in Offida a dirigere l’istituto comprensivo che include sette classi di scuola media, undici di scuola elementare, quattro sezioni di scuola dell’infanzia più una sezione “Primavera”. Agli alunni ha rivolto l’augurio di credere nella scuola che “non è solo il luogo dell’impegno e della disciplina, ma anche quello che sa accoglierne e proteggerne i sogni”. Un augurio di buon inizio di nuovo anno scolastico anche ai docenti, personale ATA e famiglie. “A nessuno sfugge l’importanza della scuola come agenzia formativa fondamentale per i nostri giovani – ha detto – e a nessuno può essere consentito il sentirsi secondi nel ruolo di protagonisti di questa istituzione tanto antica e sempre nuova. Le domande che ci pongono i nostri giovani, le richieste di ausilio posteci dalle famiglie, devono rappresentare per noi, personale docente e non, una serie di imperativi categorici che ci caricano di responsabilità e ci danno il senso di quella che è stata e deve rimanere una vera e propria impagabile missione prima che una professione. Gli studenti – ha rimarcato – devono, insieme alle famiglie sentirsi protagonisti nella costruzione di una nuova scuola, che prima di tutto deve essere scuola di vita e che di conseguenza sarà più facile far diventare di orientamento professionale. Solo giovani umanamente ben strutturati, liberati dai tentennamenti del dubbio perenne, dalle paure e incertezze circa il futuro, potranno affrontare le difficoltà di un mondo che è divenuto, e che dalle famiglie viene giustamente percepito, come problematico. Un anno scolastico può essere determinante nella vita dei nostri giovani – ha concluso. Solo caricandoci dei loro problemi, delle loro giuste richieste e sposando il loro slancio, può disporci in quella sintonia che finirà per farli crescere e dare agli educatori il senso di una bella vita spesa al servizio dei giovani e di conseguenza contribuirà alla crescita della nostra terra”. Un uomo, insomma, che nella scuola ci crede veramente. Anche a lui un sincero augurio di buon lavoro. (Fonte: Corriere Adriatico)

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