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Indagine Università di Urbino: per il 75% degli italiani l’informazione è di parte.


L’informazione in Italia è schierata politicamente. Lo pensano tre italiani su quattro. Questo è uno dei dati che emerge dalla ricerca News-Italia 2013, un progetto, iniziato nel 2011, sui cambiamenti del consumo di informazione nel nostro paese, a cura del dipartimento di Comunicazione dell’università degli studi di Urbino. I dati del terzo rapporto sono stati presentati in anteprima nazionale a Jesi dalla professoressa Lella Mazzoli (direttrice della ricerca e dell’Ifg di Urbino) e da Fabio Giglietto, coordinatore del progetto, in occasione del convegno sui giornalisti minacciati dalle mafie organizzato dall’Ordine dei giornalisti delle Marche.
Come si informano gli italiani e su quali argomenti. I risultati della ricerca mostrano come il 73% degli intervistati, su un campione di 1.000, non ha una buona opinione del nostro sistema informativo.

La maggior parte delle persone reputa il mondo dell’informazione italiana poco obiettivo. Il 66% del campione, invece, ritiene che i maggiori organi di informazione facciano un buon lavoro, coprendo tutte le notizie importanti e gli argomenti più interessanti. Il 64% delle persone pensa che la quantità di notizie sia eccessiva per le capacità disponibili e che quindi ci sia un problema di information overload. Se è un dato di fatto che la rivoluzione digitale abbia permesso a internet di trasformarsi, in pochissimo tempo, in uno dei mezzi più utilizzati dagli italiani per acquisire informazione, è altrettanto vero che la lettura dei quotidiani è crollata drasticamente. Nel 2011 il quotidiano nazionale era la seconda fonte d’informazione dei lettori, subito dopo la televisione. Nel 2012 è sceso in terza posizione, superato dai canali all news, mentre nel 2013 è passato al terzultimo posto, sorpassato anche da internet. “Questo quadro– dice la professoressa Lella Mazzoli – fotografa perfettamente un trend difficile per i quotidiani. Tutti i mezzi tradizionali perdono terreno nei confronti dei nuovi media.

L’unico mezzo che aumenta sono le televisioni all news come ad esempio Rai News24 o Sky TG 24”. Su internet gli utenti cercano di tutto, ma la ricerca evidenzia come sul podio dei temi maggiormente ricercati ci siano al primo posto le notizie di carattere nazionale, poi il meteo e le informazioni che riguardano la salute. Il 50% del campione cerca notizie su ognuno di questi argomenti. Le ultime posizioni, invece, sono relegate alla finanza. Solo il 27% degli utenti ricerca informazioni di questo genere. All’ultimo posto fra i temi ricercati ci sono le informazioni sul traffico con il 26% delle ricerche. Perché ci si informa? La maggioranza delle persone intervistate (l’81%) sente un dovere sociale o civico di essere informato.

Il 77% delle persone, invece, si informa per parlare con amici, famigliari e colleghi di quello che succede nel mondo, mentre il 61% del campione trova spesso informazioni utili per migliorare la propria vita. Il 43% trova nelle news una forma di intrattenimento e di distrazione rilassante. Solo il 26% del campione ha risposto che informarsi è necessario per il proprio lavoro. I giovani si informano in maniera differente rispetto agli adulti. L’età è un fattore importante nell’influenzare gli stili di consumo. Il 97% dei giovani dichiara di informarsi solo su internet, mentre solo il 62% degli adulti ha questa abitudine. Un altro dato interessante mostra come i giovani tendono a imbattersi nelle notizie e a consultarle rapidamente, quando hanno tempo libero. Se i più piccoli sono interessati alle notizie, gli adulti seguono con più frequenza il flusso di informazioni. “La percentuale che si informa attraverso i portali, come ad esempio Msn, Virgilio Notizie o Libero Notizie – afferma Fabio Giglietto – è maggiore tra i giovani rispetto gli adulti. È un modo diverso, meno sistematico, di recepire le informazioni”.

Le persone che sono in mobilità sono più esposte al flusso di informazioni, ma sono comunque in grado di leggerle tutte. Una parte della ricerca è dedicata ai mobile news consumers, cioè le persone che si informano in mobilità attraverso iPad e smartphone. Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, gli intervistati non sentono di informarsi in maniera eccessiva e non soffrono quindi di un surplus informativo. Sembra infatti che la possibilità di utilizzare i tempi morti degli spostamenti, come ad esempio in treno o sui mezzi pubblici, per consultare le informazioni, compensi il fatto che questi utenti siano esposti a una quantità maggiore di impulsi a ricevere notizie rispetto agli altri utenti che si informano in rete. Una ricerca dedicata ai cittadini, ai lettori e alle giovani generazioni di giornalisti.

I dati completi sono stati poi presentati al Festival del giornalismo di Perugia, “ma – dice il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Enzo Iacopino, che ha partecipato all’iniziativa di Jesi – questi primi dati devono farci riflettere. Il 73% degli intervistati ritiene che l’informazione italiana sia schierata. Questo dato mi spaventa. Per guardare avanti il nostro paese ha bisogno di avere un’informazione assolutamente obiettiva. Penso che questa battaglia si debba intraprendere rinnovando l’Ordine dei giornalisti”.

(Autrice: Teodora Stefanelli – Fonte: Ordine dei Giornalisti delle Marche)

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