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Finalmente !


intervento del Dott. Mario Narcisi
Ex Direttore del DEA dell’Ospedale di S.B.T. e Rappresentante territoriale dell’AAROI-EMAC

Anche le OO.SS. delle RSU del comparto sanitario del Piceno non ce l’ hanno fatta più e hanno rotto il silenzio passando all’azione, contro la politica sanitaria attuata dalla Regione nell’Area Vasta n.5. Le RSU del Comparto hanno spiegato ai cittadini nei loro 45 mila volantini come , in maniera iniqua, vengono distribuiti i fondi della sanità marchigiana, penalizzando il Piceno.
I dati illustrati sono inequivocabili e si materializzano con la evidente disparità di Servizi e Strutture complesse (S.C.). mantenute nelle altre Aree Vaste (vedi, ad es., l’A.V. di Macerata che mantiene n.3 S.C. di Ortopedia e n.3 S.C. di Cardiologia contro una sola di entrambe le specialità nell’A.V. 5 di Ascoli e S. Benedetto). Stesso destino per Gastroenterologia e Radioterapia ed ora forse anche per la Neonatologia.
Fra tutte le proteste e le denunce fatte dalle OO.SS. quella che colpisce di più è la frase :
” Altrove si investe, da noi no”. La risposta a questa affermazione è semplice. Cari amici del Comparto, da noi non si investe perché bisogna lasciare spazio al Privato mentre al Nord delle Marche, nel Pesarese, dove non esistono Case di Cura , si cedono Ospedali interi pubblici al Privato. Ma che razza di Sanità Pubblica abbiamo nelle Marche ?. Come ci si può fidare di chi predica lo Stato e si convenziona con le Strutture private per le stesse prestazioni erogabili dal Pubblico e, per di più, con la giustificazione di ridurre, così facendo, addirittura la mobilità passiva?. Questa è la realtà e non ci dobbiamo meravigliare se accadono certe cose? Al Piceno, a cui hanno chiuso i piccoli Ospedali, hanno sottratto lo stesso numero di posti letto per acuti che a Pesaro dove, invece, i piccoli Ospedali sono rimasti aperti.
Qui, nel Piceno, non è possibile ancora istituire una “Casa della Salute”, almeno che non si sia puntato sull’Ospedale di San Benedetto del Tronto, visti gli smantellamenti di Reparti e i progetti sanitari che la Direzione sta portando avanti.
Perché il dott. Ciccarelli,attualmente Direttore del Dipartimento Salute della Regione, non provvede a fare nell’AVn.5 gli stessi ragionamenti per le acuzie e le lungodegenze che vuole ricominciare a prendere per le Strutture convenzionate di Ancona ? Forse qui, da noi, siamo in regime di Sanità di confine e di queste cose non se ne può parlare?
Ai cari amici del Comparto, che, ora, delusi dal comportamento dei politici locali, invocano, per questa vertenza sanità, l’intervento del governatore Spacca, diciamo di non soffermarsi sulla semplice richiesta di assunzione di personale ma di reclamare la perdita di Reparti nevralgici per l’Ospedale e per il nostro territorio Piceno. Solo in questo modo si salvaguardano i posti di lavoro. Una occasione ci viene offerta dalla DGR n.423 del 7-4-2014 che per specifiche esigenze di organizzazione territoriale prevede un Tavolo di confronto regionale permanente con l’ASUR.
In questa ottica chiediamo un assetto omogeneo di base in entrambi gli Ospedali dell’A.V. n.5 poiché la nostra attuale dotazione ospedaliera e le esigenze territoriali risultano diverse dalle altre aree vaste.
Un altro esempio di come si evidenzia la disparità di distribuzione di risorse all’interno della stessa Regione, ci viene offerto dalla possibilità di trasferire interamente tutto il “Salesi” nelle strutture già esistenti di Torrette e precisamente al sesto piano, come è stato annunciato nella turbolenta seduta del Consiglio comunale di Ancona del 14 aprile scorso.
Con questa sistemazione, che da tempo avevamo intravisto, si renderebbe superfluo lo stanziamento dei fondi destinati al nuovo Ospedale pediatrico ( 2° stralcio dell’Accordo di programma sottoscritto dalla Regione Marche con il Ministero della Salute il 14-5-2010 ) e si libererebbero fondi (che ricordo ci furono ritirati) per il finanziamento dell’Azienda Ospedaliera del Piceno. In una Regione equa, dove non dovrebbero esistere cittadini di serie A e B, questa sarebbe la regola.

In conclusione , alla luce di tutte queste evidenze , si può chiaramente e inequivocabilmente affermare che : “ PER I SERVIZI DELLA SANITA’ IL PICENO
E’ PENALIZZATO “.

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