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Donne cinesi come schiave


Nell’ambito delle attività volte a contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina e dell’impiego al lavoro di stranieri non in regola con le norme sul soggiorno, i carabinieri di Offida hanno eseguito controlli in un opificio gestito da stranieri di nazionalità cinese.
All’interno di tale opificio, situato in via 1° Maggio, i militari dell’Arma, al comando del maresciallo Carlo Laera, hanno identificato sette cittadini, tutti di nazionalità cinese, di cui sei clandestini. Due sono stati denunciati, uno colpito da decreto di espulsione e tre arrestati perché già precedentemente inottemperanti all’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale. Alcuni, accortisi dell’arrivo dei Carabinieri, grazie ad una telecamera nascosta all’esterno dell’immobile, sono riusciti a dileguarsi.
La titolare della fabbrica, anche lei di origine cinese, è stata denunciata per sfruttamento del personale (due donne incinte trovate al lavoro), per impiego di manovalanza clandestina, favoreggiamento della permanenza clandestina sul territorio italiano e inosservanza delle norme di sicurezza ed igienico – sanitarie. Gli arrestati, condotti alla casa circondariale di Marino del Tronto e al carcere di Castrogno, hanno poi patteggiato la pena dopo processo per direttissima presso il tribunale di Ascoli Piceno. L’opificio, con tutto il materiale al suo interno, è tuttora sotto sequestro in attesa di sopralluoghi da parte degli ispettori del lavoro e della Asl. Non è questa la prima volta che i Carabinieri di Offida devono intervenire per far rispettare le vigenti leggi in materia di sicurezza, oltre a quello di accertare la regolarità degli extracomunitari. (Fonte: Corriere Adriatico – Autore: Nicola Savini)

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