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Colle Vecchio 2009: il pecorino di Tenuta Cocci Grifoni è “Slow Wine”


Colle Vecchio 2009, il Pecorino della Tenuta Cocci Grifoni, e una delle etichette più rappresentative dell’azienda vitivinicola picena, è stato inserito all’interno di “Slow Wine 2011 – Storie di vita, vigne, vini in Italia”, la nuova guida di Slow Food Editore. Si tratta di un riconoscimento davvero importante, quello che Slow Food ha attribuito alla Tenuta Cocci Grifoni, selezionando Colle Vecchio, il vino da vitigno Pecorino della casa vitivinicola picena: sono solo 186 i “Vini Slow” selezionati in tutta Italia dopo oltre 21.000 degustazioni effettuate.

La ragione della selezione accurata, come spiega la stessa Slow Food, è di segnalare quelle etichette che “oltre a una qualità organolettica eccellente, riescono a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente”. Un premio al lavoro della cantina che da sempre si è distinta per la valorizzazione dei vitigni autoctoni e la sua storia è segnata dalla pietra miliare della riscoperta e della valorizzazione proprio del Pecorino a cui Guido Cocci Grifoni, fondatore dell’azienda scomparso l’estate scorsa, ha dedicato il tempo e le energie di buona parte della sua vita.

La Guida, che verrà presentata il 20 ottobre prossimo al PalaIsozaki di Torino in occasione del Salone del Gusto, ha scelto di non valutare i vini e le cantine secondo un punteggio ma di esprimere un giudizio complessivo nei confronti del vino, della cantina e del suo operato.

“Nell’ottica Slow Food, siamo estremamente orgogliosi di questa segnalazione” ha commentato Marilena Cocci Grifoni, responsabile commerciale per il mercato estero, che con la sorella Paola e la madre Diana Marchetti è alla guida dell’azienda “Perché ratifica il nostro impegno ormai trentennale nella tutela di un vitigno autoctono come il Pecorino ed evidenzia come il nostro know-how sia in grado di dare vita a un vino di alta qualità che è piena espressione della storia e del territorio piceno. Ci auguriamo che questo successo dia il via a un riconoscimento di respiro sempre più ampio a realtà che, come la nostra, si pongono l’obiettivo di salvaguardare le tipicità vitivinicole del loro terroir senza rinunciare alla qualità ”. (red)

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