Vai a…
Offida.infosu Google+Offida.info on TumblrRSS Feed

Clandestini in aumento in provincia. Ascoli è al 39esimo posto in Italia


Sta crescendo il numero dei clandestini nella nostra regione. Quelle che fino ad ora erano solo sensazioni, sono diventate certezza dopo il censimento degli immigrati elaborato dal Ministero dell’Interno in collaborazione con l’Istat. I dati parlano di una presenza sopra la media italiana (quasi 11 irregolari ogni 1.000 abitanti in Italia), elemento comune alle province marchigiane: Macerata è quella che sta peggio, addirittura 11ª in Italia (18,4 clandestini ogni 1.000 abitanti, mentre la leadership è detenuta da Brescia, con 32 irregolari). Ancona è 19ª con 15,7, davanti a Pesaro (20ª). Ascoli sta un po’ meglio, classificandosi 39ª con 10,7. Fanalino di coda (dunque la provincia che sta meglio…) è Oristano, con 1,3 stranieri irregolari ogni 1.000 abitanti. Pesaro è sopra la media nazionale anche per la presenza complessiva di stranieri: sono 8 ogni 100 abitanti, a fronte dei 6 della media nazionale. La graduatoria costituisce il primo censimento dei clandestini nella penisola, e acquista ancora più rilievo se si pensa che, a giorni, il nuovo governo comunicherà le nuove misure ‘restrittive’, volte a far fronte all’aumento degli irregolari, arrivati ad essere circa 650.000 in Italia.

E a Pesaro? La sede locale della Cgil ha stimato il numero degli stranieri (regolari e non) in provincia a 25.000, di cui circa 5.000 nel capoluogo, 3.500 a Fano, quasi 1.500 a Urbino e un migliaio a Fermignano. Il 48,8% del totale degli stranieri proviene dai paesi dell’Est europeo (sempre secondo i dati Istat, il mestiere che va per la maggiore è quello di badante, che tradizionalmente vede impegnate donne dell’Est), il 29,4% dall’Africa, mentre più limitata è la presenza di latino-americani e asiatici. A questi si aggiungono coloro che provengono dai 27 paesi dell’Unione europea (circa il 10%). Il sindacato che si occupa più da vicino del fenomeno dell’immigrazione irregolare è la Cgil, il cui segretario provinciale, Roberto Ghiselli, ha provato a stilare una classifica dei settori lavorativi maggiormente coinvolti dal lavoro clandestino: ”Su tutti quello dell’assistenza familiare è il più esposto — afferma — ma un gran numero sono anche gli addetti all’edilizia e quelli che lavorano nel turismo, specialmente in alberghi e ristoranti”.

La Provincia, in collaborazione con la Cgil, ha recentemente svolto una ricerca sul fenomeno delle badanti, cercando di quantificare quante siano per davvero le assistenti famigliari clandestine: ”Credo che si tratti di un numero che va dalle 1.500 alle 2.000 — continua Ghiselli —, sempre riferendosi al territorio provinciale”. Spulciando tra i dati. emerge che le richieste di regolarizzazione sono quasi raddoppiate, passando dalle 411 del 2006 alle 770 dei primi dieci mesi del 2007. Se fino a due anni fa la gran parte delle badanti era di origine ucraina (32,4%), l’anno scorso il primato è andato alle rumene (36%), per via dell’ingresso della Romania nell’Unione europea. (Fonte: Il Resto del Carlino – Autore: Pierpaolo Bellucci)

Condividi: