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Blitz in un opificio, sequestrata merce per un valore di 200.000 euro


carabinieri.jpg A seguito di attenti servizi finalizzati a prevenire e contenere attività illecite, che spesso si riscontrano anche nel territorio di Offida, i Carabinieri della locale stazione, ancora una volta, hanno individuato lavoratori cinesi non in regola con le vigenti leggi dello Stato Italiano. In tale contesto, nella giornata dell’altro ieri, i militari dell’Arma di Offida hanno controllato un laboratorio artigianale gestito da una donna in via 1° Maggio, ubicato alla periferia del centro abitato. All’interno dell’opificio sono stati identificati dieci cinesi, di cui quattro irregolari. All’arrivo dei carabinieri, alcuni hanno tentato la fuga attraverso una porta di servizio, ma sono stati subito bloccati e identificati. Quattro cinesi sono risultati clandestini e quindi accompagnati presso la questura di Ascoli Piceno. Con loro, anche la titolare della ditta, una donna, anche lei di origine cinese, è stata denunciata all’autorità giudiziaria per aver impiegato, in attività lavorativa, cittadini extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno e in condizioni di sfruttamento e di carenza di igiene all’interno dell’azienda manifatturiera. Un altro cinese, invece, è stato arrestato e condotto al supercarcere di Marino del Tronto per non aver ottemperato ad un precedente ordine della Questura di lasciare il territorio nazionale. L’opificio, con tutto il materiale esistente all’interno per un valore di circa 200.000 Euro, è stato sottoposto a sequestro. Non è questa purtroppo, la prima volta, che i Carabinieri di Offida si trovano ad operare in situazioni del genere. E’ di appena un mese fa, infatti, un altro di questi interventi eseguito in un opificio in contrada Ciafone e un altro ancora in via De Gasperi conclusosi con un arresto, una espulsione, diverse denunce e sequestro di merce per un valore di 300.000 euro. E ancora una volta i militari dell’Arma, nel corso delle numerose attività di controllo, hanno potuto riscontrare quelli che ormai sono diventati i consueti segnali del lavoro clandestino cinese: condizioni igieniche al limite della sopravvivenza e orari pazzeschi, specialmente durante le ore notturne. (Fonte: Corriere Adriatico – Autore: Nicola Savini)

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