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Appignano: il sindaco contrattacca «Falsità su di me»


resti-dei-motorini-coinvolti-nellincidente.jpg «Hanno incendiato il campo dei nomadi? Non lo so, non so nulla. Cosa posso dire? Il dolore e la rabbia vanno solo rispettati in questo momento». Il sindaco Nazzarena Agostini torna a parlare dopo i funerali. Li ha seguiti seduta sulla soglia di una casa ai margini della piazza, con le lacrime che le segnavano il volto e qualcuno che cercava di consolarla (soprattutto gli amministratori di Comuni vicini). Non è mai entrata in chiesa, non si è nemmeno avvicinata. Il dolore di tutto il paese per i quattro ragazzi scomparsi è anche il suo, ma in più lei si sente anche colpevolizzata. «E’ ingiusto quello che si sta dicendo nei miei confronti. Mi sento pugnalata alle spalle». Eppure molti, ad Appignano, ce l’hanno con lei, l’hanno detto a chiare lettere, gliel’hanno urlato anche poche ore dopo la tragedia. «Ora sono pronta a dire la mia veità — spiega —. Perché ho sentito e letto tante cose non vere». Il sindaco, dunque, ha deciso di rispondere dopo aver solo incassato. Per oggi ha promosso una conferenza stampa ad Ascoli, in Provincia, insieme al presidente Massimo Rossi. «Porterò le carte, i documenti, perché voglio dimostrare che io stavo lavorando per trovare un’altra sistemazione ai nomadi. Ed eravamo ormai arrivati ad una soluzione, quella di Campolungo, che Ascoli ha osteggiato in tutte le maniere. In questo periodo ho lavorato solo per raggiungere questo obiettivo, ce l’avevo quasi fatta, eppure ora si accusa me e non si dice nulla di Ascoli, che i nomadi li aveva portati ad Appignano imponendoli alla nostra comunità». Lei e Celani non si sono mai guardati durante i funerali. Il sindaco di Ascoli è arrivato insieme all’assessore Natali e si è diretto verso il centro della piazza, mentre sul lato alla sinistra della chiesa c’erano il presidente della Provincia Massimo Rossi e l’assessore Canigola. Presenti anche il prefetto Cifelli, i sindaci Rossini (Castel di Lama) e D’Angelo (Offida), e il presidente del Consind, Domenico Re. Sul dramma di Appignano interviene anche il capogruppo di An in provincia, Vittorio Crescenzi: «Basta con l’ipocrisia di chi evoca la tolleranza per tutti, solo una minima parte dei rom vuole integrarsi, la maggioranza vive secondo la propria logica». Tra gli altri, prima dell’incendio di ieri sera, era intervenuto anche il segretario nazionale di Rifondazione, Franco Giordano: «Voglio esprimere il profondo cordoglio del Prc e mio personale per il tragico lutto che ha colpito Appignano del Tronto. Le responsabilità penali e civili per il gesto di pirateria criminale di cui sono rimaste vittime quattro giovani vite vanno accertate con celerità e certezza da parte delle autorità competenti. È invece inqualificabile che le dimensioni e le modalità di questa tragedia diventino macabro pretesto per speculazioni e strumentalizzazioni politiche».  (Fonte: Il Resto del Carlino – Autore: Roberto Fiaccarini)

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